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POESIA ITALIANA - Opere premiate

Concorso Letterario "Versi & Prosa"
III Edizione 2009

 

POESIA ITALIANA - Opere premiate

 

“Il tuo nome è fortuna”Pietro Catalano (Roma)

La barca di gomma era troppo piccola
per  quarantasette donne ed uomini
fuggiti dalla fame e dalla paura,
a cacciare dalla mente e dai cuori
le notti senza luna e senza sogni.
Scivolava piano sulle onde
quasi accarezzando il mare salato
che bacia terre lontane di uomini soli.
Un urlo di gioia e timore
annuncia nuova vita,
per culla braccia bagnate di sale
e per casa una barca color della notte
che dondola il tempo d’umili vite.
I tuoi genitori sono fuggiti
dal fuoco e dal deserto
e t’hanno chiamato Abdwahad
che in quest’isola, nuova patria agognata,
dove non sanno più cos’è la fame,
la paura e la disperazione dell’anima,
il tuo nome significa Fortuna,
ma per questa terra e questi uomini
Mosè è una fiaba lontana nel tempo:
tu sei solo un clandestino.

 

“Attraverso il finestrino”Christopher Jackson (Lugano – Svizzera)

Vedo, attraverso il finestrino,
luci, un attimo e sono
via.
Il cupo sferragliare del treno
scandisce il ritmo incombente dei miei pensieri: quante
persone hanno fatto vagare
lo sguardo da quel cupo
vetro e quante lo faranno ancora?
Quali amori lontani ricordano?
Quali terre, quali paradisi sogneranno?
Quali mete potranno lenire i loro problemi?
Nessuna.
Perchè quando anche l’ultima luce si spegnerà
e fuori calerà la completa oscurità,
ovunque il treno viaggerà,
l’unica cosa visibile nel finestrino
sarà il proprio riflesso.

 

“Noi bambine giocavamo a campana...”Anna Maria Cardillo (Roma)

Noi bambine
giocavamo a campana,
ritagliando col gesso
quadrati
su marciapiedi tiepidi
di primavere
piene di promesse.
Di quadrato in quadrato,
filastroccando,
saltavano bianche calzette
mentre
merende di pane zuccherato
da sole ad addolcire i sogni.
Sui numeri volavano
gonnelle a pieghe
alla buona cucite dopo cena
da madri rassegnate,
con l’ago e con la vita
in fila a metter punti,
da sempre uguali a sempre.

Bambine, domani
saremmo state altre donne…
per noi ritagliando col gesso
fondali diversi alla storia
e indossati costumi di scena
su identiche rassegnazioni
avremmo, saltando tra i giorni,
invecchiato con rabbia
rintocchi delle stesse campane.