Menù

POESIA ADULTI - Opere premiate

Concorso letterario “Versi & Prosa”
II Edizione 2008

 

POESIA ADULTI – Opere premiate

 

1° classificato: NATALE ANNA – Quarrata (Pistoia) – “Muratore, vorrei una casa”


MURATORE, VORREI UNA CASA

"Muratore vorrei una casa
a immagine del cuore,
con gli occhi all'interno"*

e le pareti pittate col succo
d'arancia e di limone
per far passare del sole l'oro
e l'argento delle lune nuove.
Mosaici dalle linee intrecciate
sui pavimenti rossi di fornace.
Fra le travi d'un castagno scuro
un lucernario, affinché
/in certi notti estive/
possano cadere sul mio letto stelle.
Stelle leggere come foglie o petali.
Alle finestre vetro azzurro
a ricordare acqua alghe e scogli
del mare non lontano.
Muratore costruiscimi una casa
a immagine del mondo,
con margherite bicolori
tra le tegole di terracotta.


* antico proverbio berbero

 

2° classificato: BERTOLINO ALESSANDRO – Torino – “Matricola 16670”


MATRICOLA 16670

Trovò la libertà, fuggendo,
uno del nostro blocco.

Così, per un gesto disperato,
ci disperammo ancor più noi:
scheletri d’Israele.

Dieci tremanti statue sostenute appena
dal soffio misericordioso di Dio
che già prendeva nota di quei nomi
ad eccezion del mio.

Vile non potei fare altro che
inginocchiarmi all’aguzzino demone.

Ed ogni lacrima era un volto amato,
una carezza, mia madre,
il piccolo Jacob, il bacio di Sara… .

Al di là dei miei pensieri,
uscì dal mucchio informe
di spettatori immobili, un uomo:
matricola 16670.

Difficile dimenticare quelle parole:
“Sono un sacerdote cattolico,
voglio prendere il suo posto…”.

Attraversando il cortile,
tirato per il colletto
da una mano rabbiosa

vidi Massimiliano Kolbe,
con un sorriso
entrare nella nuova fila.

 

3° classificato (ex aequo): CATALANO PIETRO – Roma – “Lo sguardo perduto”


LO SGUARDO PERDUTO
(Homo homini lupus, Plauto)

E’ successo ancora.
I lupi sono usciti dalle grotte buie
ed hanno invaso le città,
spargendo sangue e dolore
dentro case di tufo spoglie.
Hanno azzannato alla gola
coloro che gridavano alla vergogna
dilaniando corpi vergini
come nei macelli chiassosi
la vigilia di Pasqua.
Altri sono arrivati dal cielo
con fortezze volanti
a terrorizzare col rombo cupo
donne e bambini,
lanciando solo bombe intelligenti.
Ma il pescatore ignaro,
seduto sulla riva del Tigri
ad ammirare l’alba rossastra,
sordo ai suoni delle sirene strazianti,
non se n’è accorto.
I lupi sono ritornati, come millenni fa:
al posto di pelli d’animali
indossano caldi vestiti
con effigie dei potenti della terra
e comode scarpe griffate
per calpestare suoli anonimi altrui.
I vecchi abbracciano i bambini
non più per tramandare
semi di memoria:
essi non germogliano più
nei campi bruciati dal napalm;
li abbracciano per nascondere
lo sguardo vuoto di speranza.

 

3° classificato (ex aequo): BRACCINI FABIANO – Milano – “Quel ponte di Mostar”

QUEL PONTE DI MOSTAR
(la guerra distrugge preziose illusioni)

La prima volta solo fuggevoli sguardi,
     poi qualche rara parola
tra sorrisi impacciati e delicati silenzi.
Infine un timido contatto di mani,
un brivido, una intensa emozione,
un forte sentimento d’amore subito nato.

Lui di qua, insieme con la sua gente
     -giovane che adorava vivere
      e che seguiva la propria fede-
lei di là, fiore sbocciato sull’opposta riva.
La poesia di una unione così genuina
aiutava tutti a una maggior comprensione.

Quel ponte antico li avvicinava,
quell’arco armonioso di pietre massicce 
     -ricamate dal tempo-
era il punto d’incontro ogni sera:
e furono baci appassionati, promesse,
sogni di felicità in momenti migliori.

Ma un giorno i “signori della guerra”
-nemici di qualsiasi germogliare di pace-
con gli occhi accecati dai fumi dell’odio
     e una furia rovente nel cuore,
hanno reciso il filo che unendo le sponde
collegava tra loro due mondi diversi.

E laggiù, nell’acqua profonda del fiume
-la stessa dei tuffi azzardati dai ragazzini
per spillare qualche moneta a turisti
     ammirati da tanto ardimento-
è finita per sempre, col tonfo dei massi,
un’altra preziosa illusione di vita.