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MENZIONI D'ONORE - Opere premiate

Concorso Letterario
"Versi & Prosa - Orizzonte Cultura"
I Edizione 2007

 

MENZIONI D'ONORE

 

Segnalato - BARDI PAOLO - Quarrata (Pistoia) - "Libellula"

LIBELLULA

Iride di colori in un movimento leggiadro,
arcobaleno primaverile silenzioso e giocondo,
solchi l’aere impercettibile
mentre anche il sol per l’imbarazzo
si nasconde dietro ad un timido tramonto.
Leggera e soave volteggi,
sospinta da una debole e calda brezza estiva.
Nel fresco declinar del vespro ti lasci poi posare,
con un lieve e delicato battito di ali,
sui petali richiusi di una margherita ormai persa nell’oblio,
e sotto un cielo variopinto d’infinite stelle
contempli, in un armonioso silenzio,
l’immensità trascendentale della tua antica essenza immortale.

 

Segnalato - MALFATTO JESSICA – Paderno Dugnano (Milano) - "Sentire"

SENTIRE

Non so come esprimere questa sensazione,
sono andati tutti via..
Resta un po’ di disordine e niente di più.
Come la sabbia tra le dita
di una mano che si chiude,
come onde che si infrangono su un unico scoglio.
Mi fermo a respirare il cielo,
mentre le stelle rimangono a guardare.
E chissà quanti desideri
ha realizzato quella stella con la sua caduta...
Perché il presente non ha un suo perché...
E sento la bellezza
di appartenere a tutto questo,
senza paura...
È’ quando meno te lo aspetti che tutto accade...

 

Segnalato - CAPUTO SILVIA – Fiumicino (Roma)- "Cuore Vampiro"

CUORE VAMPIRO

Prologo

Pazzesco: un'umana ammattita! Possibile che mi avesse cercato per diventare un vampiro? Che razza di divertimento ci trovava nell'essere un mostro? Non mi pareva il massimo come vita… strane, le umane! Eppure eccola lì, davanti a me, i capelli bagnati dalla pioggia e il mascara colante dagli splendidi occhi color pervinca... sarebbe diventata una stupenda vamp... ma che stavo dicendo? Era contro la mia etica morale trasformare un'umana... se lo avessi fatto avrei dovuto portarmela dietro e insegnarle ad essere un vampiro... Erano due settimane che mi seguiva; ero riuscito a stare tutto il tempo senza mangiare... però la fame è fame! Era bastato un barbone per farmi beccare... Il problema in quel momento era... come uscirne? Certo, poteva essere una gradevole “cena”, e quella era forse una via d'uscita; il problema era che mi stava puntando una pistola alla tempia.

Cuore Vampiro

Fame. Avevo troppa fame. E per quanto mi sforzavo, sapevo che non avrei resistito ancora per molto, ma dovevo riuscirci! Quell'umana mi stava dietro da 2 settimane e sentivo che le forze mi abbandonavano minuto dopo minuto. Ero debole. Avrei potuto facilmente liberarmi di lei - se capite cosa intendo...- ma si portava dietro una pistola,        di quelle ammazza vampiri, ed era più cocciuta di un lican... ma che diamine voleva da me?
Intanto il mio stomaco brontolava. Fu in quel momento che cedetti. Era passata da poco la mezzanotte quando vidi in un vicolo un barbone... meglio di niente no? Mi avventai sull'uomo, che non si accorse nemmeno del mio arrivo.
Mentre mi nutrivo, una risata cristallina riecheggiò nell'aria: ero caduto nella sua trappola senza neanche rendermene conto.
< Finalmente ti ho trovato > esclamò.
< Si può sapere cosa vuoi da me? Vuoi morire da giovane o cosa? > chiesi, pulendomi la bocca ancora sporca di sangue.
< Non voglio morire... > fissò un istante il vuoto.
Si vede che avevo toccato un tasto dolente.
< E allora cosa vuoi da me? > chiesi mettendo il cadavere nei cassonetti.
< Diventare come te >
Non potei fare a meno di sorridere, malizioso.
< E se posso chiederlo... come mai? >
< Non sono affari tuoi... > ribadì
< E se mi rifiut... > non feci in tempo a finire la frase che mi puntò l'odiata pistola alla tempia.
< Se fossi in te non rifiuterei...>
< Sei sempre così audace al primo appuntamento? >
Fantastico, proprio in quel momento dovevo fare del sarcasmo!
< E’ una delle mie doti! ed ora forza, fa come ti ho ordinato! >
< Ehm… tesoro? Lo sai che con le maniere forti non si ottiene niente? > senza che se ne accorgesse ero già dietro di lei tenendole un braccio dietro la schiena e il mento fermo tra la mia gelida mano.
< Credi sia divertente essere come me? Non hai la minima idea di che significherebbe se diventassi un assassina, un mostro! > le sussurrai all’orecchio.
< Avanti allora, uccidimi! Metti fine alle mie sofferenze! > urlò.
La guardai un istante: una calda lacrima scendeva lungo il suo viso confondendosi con la pioggia. La lasciai e lei cadde per terra in ginocchio. Sospirai.
< Che vuol dire "metti fine alle mie sofferenze"? >
< Fa quello che devi fare e fallo in fretta.......è inutile aspettare 3 mesi... >
< 3 mesi? > ripetei.
 più parlava e più non ci capivo niente!
< Ho un raro tumore.... tra tre mesi non ci sarò più > era scoppiata in lacrime.
 Poverin... no ma che stavo facendo? Non mi dovevo lasciare intenerire! eppure...
< E speravo che...> continuò.
< Diventando vampiro avresti avuto salva la pelle... > finii la frase per lei.
< Si... ti prego... non so più dove stare! AIUTAMI! >
Cavoli che situazione... che fare?
< Come ti chiami? >
Ma che razza di domande sceme facevo in un momento del genere? Ero un vampiro, mi nutrivo del sangue del genere umano….
< Jessica > disse singhiozzando.
< Bene Jessica, mi sembri affamata! Vediamo se c'è qualche ristorante aperto... e lì discuteremo con calma... magari senza quell'arma... > annuì e buttò per terra la pistola.
Le tesi il braccio e lei mi guardò.
< Che c'è ora? > sbuffai.
< Grazie del tuo aiuto >
< Sbrighiamoci non voglio si faccia l'alba! >
Si appoggiò alla mia mano e si alzò. Allora mi resi conto che tremava.
< Tesoro, se hai paura perchè sei venuta a cercarmi? Non mi sembra il modo di iniziare - se mai inizierà - una nuova vita! >
< NON HO PAURA! E’ che...>
Un istante dopo capii. Aveva Freddo! Mi sfilai la giacca e gliela porsi.
< No, non devi! > disse.
< Per trasformarti non devi essere morta assiderata... e poi io non temo il Freddo sai? > prese la giubba e se la infilò.
Entrammo dentro un locale di quelli veramente in.... ma non avevo problemi per quanto riguardava i soldi!
Ci sedemmo e ordinai per lei. Dopo che ebbe mangiato presi un'importante decisione.
< Allora > giocherellando con il bicchiere di cristallo semi-pieno < ho deciso di trasformarti... >
< Davvero? > i suoi occhi brillarono.
< Sì >
< Giuramelo > la sua voce era ferma e decisa.
< Perchè? >
< Ti ho chiesto di giurarmelo....per favore >
< E sentiamo cosa dovrei giurare? >
< Che qualunque cosa succeda non cambierai idea! >
< E va bene giuro che qualunque cosa succeda non cambierò idea! Contenta? >
< sì grazie > esclamò sorridente.
< ora? >
< Sì >
< Conviene farlo fuori tu che dici? > Pagai il conto e raggiungemmo il vicoletto di prima.
< Sei pronta? Guarda che una volta fatto non si torna indietro! > dissi, sperando cambiasse idea. Con mio dispiacere assentì. Mi avvicinai a lei e la strinsi tra le mie braccia. Appoggiai le labbra sul suo collo. Stavo per mordere... poi, però, un piccolo particolare mi fece allontanare di scatto da lei.
< Com...come hai fatto ad avere quell'arma? > domandai.
< Non sono affari tuoi... >
< Rispondimi dannazione! > la mia voce si era fatta pesante e cupa e la spaventò a tal punto da farla tremare.
< io...io > non riusciva più a parlare. La bloccai contro l'angolo del vicolo.
< Queste armi... ne dispongono solo i lican... ora rispondimi: cosa vuoi da me e soprattutto CHE COSA SEI TU? >
continuava a guardarmi, spaventata.
< Mi vuoi rispondere? >
< Vogli... voglio che mi trasformi... > fu allora che compresi. Quanto ero stato ingenuo!
< Tu NON sei malata! > mi guardò, ma non riuscendo a tenere il mio sguardo, abbassò gli occhi.
< No... ma sono la figlia di un lican... >
< E sentiamo perchè ti vuoi mettere contro i tuoi simili? >
< Io non sono un lican... sono stata rapita quando avevo 8 anni... strappata dalla mia famiglia per essere trasformata quattro settimane fa, durante la 1° notte di luna piena, al compimento dei miei 20 anni ma sono scappata perchè non voglio! E se tu ora mi trasformi non mi dovrò più preoccupare di loro! >
< Un altro motivo per non aiutarti... MAI e poi MAI mettersi contro un branco di lican, specialmente se si è da soli! > dissi allontanandomi.
< Dove vai? Me lo hai promesso! Hai giurato! > mi bloccai all'istante.
< Si è vero, avevo promesso prima di sapere chi eri veramente... >
< Ma... >
< Torna a casa o se vuoi non tornare Jessica...ma stammi alla larga! > riiniziò a piangere.
< Ti pre...ti prego aiut... > in quel momento sentii un suono che non avrei mai voluto sentire: l'ululato di un lican.
< O no... è... è... Fred > disse lei spaventata. Sentendo quel nome i miei occhi s’illuminarono. Fred, il lican che aveva ucciso la mia compagna perché troppo pericolosa per gli esseri umani... MIO FRATELLO. Un tempo inseparabili, fummo morsi, lui da un licantropo, io da un vampiro. Un abisso separò le nostre giovani vite. E ora, dopo tutto quello che mi aveva fatto potevo finalmente vendicarmi. Sorrisi come non mai.
< E va bene vieni con me! >
< Davvero? > il suo viso s’illuminò.
< Si sbrigati! >
Me la misi sulle spalle e iniziai a correre, fino ad arrivare ad una casa apparentemente abbandonata.
< Perchè ti sei fermato? dove siamo? >
< Tra poco incontrerai il clan dei vampiri del sud di Londra >
< Com...come? >
< Qui non verranno mai a cercarti...questo è il clan più potente della città e solo pochi possono avvalersi dei suoi ehm protettori! >
< Ah >
< L'unica cosa che ti chiedo è di starmi sempre appiccicata!>
< Va bene >
Le misi un braccio intorno alla vita e la strinsi forte al mio fianco; entrammo nella casa e lei, lo sentivo, rimase stupita di com'era dentro... e lo credo bene! Infatti non era malridotta come all'esterno. Anzi, sembrava una reggia ottocentesca.
< Abbassa lo sguardo > le sussurrai mentre una miriade di vampiri guardavano me incuriositi e affamati lei. Io lanciai un ringhio basso di avvertimento. uno di loro mi si avvicinò e disse.
< Desidera? >
< Sono qui per parlare con Max... >
< Un momento > si allontanò e tornò dopo qualche minuto.
< Max vi attende >
< Grazie >
Entrammo dentro un ampio studio. Max era esattamente come me lo ricordavo: alto,un fisico da modello, gli occhi del color dell’ambra e i capelli corvini....
< Malcolm quanto tempo dalla tua ultima visita... e di sicuro non è di cortesia... >  mi salutò sorridente. Si avvicinò a Jessica e con un sorriso maligno aggiunse:
< Malcolm, Malcolm non dovevi! > Io sorrisi a mia volta.
< Non ti montare la testa Max... è con me... >
< Con te? Ma è un umana te ne sei accorto? non vorrai trasformarla...o si? >
< Ti spiego... >
< Ma che maleducato sono stato... >mi interruppe rivolto verso Jessica < non mi sono nemmeno presentato! > Jessica mi guardò e io annuii per rassicurarla.
< Io sono Max, capo della casata dei vampiri del sud di Londra... tu sei? >
< Je.. Jessica... figlia ad... adottiva di fr... >
< Coraggio bambina non mordo mica! >
< Fred >
< Fred? > Max mi guardò divenendo serio.
< Quel, Fred? > Assentii e Max tornò a sorridere.
< Questo spiega tutto... siete i benvenuti! Non ti faremo del male bambina sta tranquilla... ma... per sicurezza è meglio che tu non esca dalla stanza che ti daremo se non con Malcolm o... con me> fece l'occhiolino a Jessica e ci congedò.
 Una volta usciti dalla stanza accompagnai Jess davanti alla porta della sua camera.
< Perchè mi aiuti? > chiese ad un certo punto. Bella domanda. Non le potevo certo dirle che la stavo usando! ma che dirle?
< Cose da vampiri... > bè era più che soddisfacente come risposta no? Non era convinta, ma lasciò cadere la conversazione.
< Buona notte bambina > dissi accarezzandole il viso.
< Buona notte Malcolm >
Una volta sistematomi in camera mi buttai sul letto intento a pensare. Pensai a Fred, a quando scappavamo insieme da questa guerra tra lican e i vampiri... ricordai che 12 anni orsono mi divertii a sterminare una famiglia umana... rimase solo una ragazzina di 8 anni circa, intenta a dormire... fu per colpa sua che io e Fred decidemmo di farci la guerra... lui non voleva che la uccidessi mentre io... bè avevo ancora sete... 12 anni fa... non so che fine avesse fatto la ragazza, ma di sicuro non l’aveva uccisa... Fred aveva giurato che l’avrebbe protetta, portata il più lontano possibile da me perché potevo farle ANCORA del male. 12 anni fa... come 12? Questo significava che ora la ragazza doveva avere 20 anni. O MIO DIO! Jessica! Possibile? Certo che lo era... lei sapeva soltanto di essere stata rapita, perché al suo risveglio era già molto lontana da casa sua e non poteva di certo immaginare che i suoi genitori erano morti! O CAVOLI!

La mattina dopo mi presentai davanti alla porta di Jessica.
< Chi è?>
< Sono Malcolm bambina apri...> dissi, cercando di nascondere il tono preoccupato della mia voce. Aprì la porta.
< Buongiorno Jessica dormito bene?>
< Si grazie >
< vieni...>
Nell'atrio c'erano 3 vampiri seduti su un divano: Marc, Victor e Salem.
Fu Marc a parlare per primo.
< Malcolm quanto tempo!> Marc era statuario con i capelli castano chiaro
< Circa 12 anni già > risposi sedendomi su una poltrona. Jessica rimase in piedi immobile catturando immediatamente l'attenzione del trio.
< Cos'è ti sei portato la colazione a casa? Perchè se è così vogliamo assaggiare> disse Salem ridendo. Lui invece aveva i capelli color platino ed era molto muscoloso Jessica lo guardò spaventata. Victor intervenne.
< Avanti ragazzi un po' di educazione! La bambina è nostra ospite... tesoro non stare lì impalata... vieni, siediti qui > disse indicando il posto libero tra lui e Salem. Victor era sempre stato il più saggio dei tre: aveva i capelli color della pece ed era alto
< Io... io... > era sconvolta. Dovetti intromettermi.
< Jess sta tranquilla. Qui nessuno oserà farti del male fidati > lei, rassicurata dalle mie parole, si sedette.
< Allora, JESSICA, raccontaci qualcosa di te... > disse Victor
< Io... sono la figlia adottiva di… Fred il lican >
Victor e Salem si lanciarono un occhiata divertita.
< Ma davvero? E come mai non vuoi diventare un lican ma vuoi diventare un vampiro?> chiese Victor.
< Ma è ovvio Victor: noi SIAMO più BELLI! > intervenne Marc ridendo. Jessica, tranquillizzata aggiunse.
< Vero... ma non è per questo...>
< A no? e allora perchè non vuoi diventare lican? > dissi io, immaginando la risposta.
< la verità è che odio Fred... >
< davvero?> fece salem.
< si...>
< e se posso chiederlo... come mai? >
< mi ha rapita per puro divertimento> già, pensavo tra me e me... per proteggerti dal tuo protettore... IO.
< e ora vuole che io diventi un lican ma...>
< tu non vuoi vero?>
< come posso desiderare di voler essere simile a qualcuno che mi ha rapita? >
Ahi... qui la cosa si metteva male. Se non voleva essere come lui per quella sciocchezza, figuriamoci se avesse scoperto quello che le feci IO.
< questo ci fa tornare alla prima domanda: perchè vuoi diventare comunque una di noi? >
< perchè so che come umana non avrei scampo e dovrei tornare per forza con i lican... se invece divento vampira non potrò diventare una di loro>
< ma potrebbero ucciderti!>
< correrò il rischio! >
< mi piace la ragazza! Pensa come un vampiro! > esclamò Salem, visibilmente compiaciuto.
La discussione continuò tutto la mattinata finché non la portai a mangiare qualcosa al ristorante più vicino.

******************

Passarono 2 mesi. Jess ormai si era adattata al mio mondo... e avevo deciso che la mia vendetta sarebbe cominciata quel giorno stesso.
Un bussare improvviso alla porta interruppe i miei pensieri.
< Malcolm sono Jessica >
< vieni bambina entra! >
< volevo parlarti >
< ti ascolto parla >
< mi chiedevo... come mai non mi hai ancora trasformato... >
vediamo... perché sono la causa dei tuoi guai e ho ammazzato la tua famiglia e non te l’ho ancora detto?... era solo un pensiero nella mia mente…..
< pazienza Jess, pazienza! >
< ho pazientato anche troppo non ti pare? >
< dubiti del mio giuramento? >
< no... il fatto è che... questa attesa è snervante! >
< tempo al tempo Jessy...  e ora… se vuoi scusarmi devo uscire >
< ma sei andato ieri a caccia! >
Sorrisi, divertito.
< e chi ti dice che io vada a caccia ? >
Uscii dalla casata verso mezzanotte. Sapevo esattamente dove andare e chi cercare. Se volevo che Fred venisse a sapere del rapimento di Jessica, dovevo trovare un lican!
E lo trovai.
Era dietro un locale vecchio e trasandato intento a rovistare nella spazzatura in cerca di qualche ratto…schifose creature!
< disturbo? > chiesi, cercando di mantenere il tono della mia voce meno ironico possibile. La mia ironia mi aveva messo nei guai già parecchie volte.
< no, avevo giusto un po’ di fame > disse, lanciandomi un sorriso maligno.
< non sono qui per giocare, cane > risposi.
< ah davvero? Bè, strano... >
< DEVI riferire un messaggio a Fred >
< e se rifiutassi parassita? Io non prendo certo ordini da uno come te! >
< oh io lo farei se non avessi intenzione di morire! > era solo un piccolo insignificante lican…
< sei tanto peric…> in men che non si dica lo avevo messo al muro, la testa immobilizzata e la mani bloccate.
< tu non sai quanto... allora sei sempre del parere di non obbedirmi? > risposi ridendo in modo subdolo, mostrando i canini aguzzi.
< ovvio > rispose, ostentando una sicurezza ormai piena di paura.
Logico. I lican sono più cocciuti di un vampiro, certe volte... ma io avevo i miei mezzi per fargli cambiare idea... infatti estrassi dalla tasca un pugnale d’argento. Il cane iniziò a sudare e a tremare.
< ne sei sicuro? >
< maiiiiii >  presi il coltello gli praticai un taglio sul braccio.
< convinto? >
< maiiiiii > un altro taglio. La scena continuò per altri cinque minuti, il tempo sufficiente per fargli tante ferite da chiedermi pietà.
<e... va be...n...e con...segn...erò il vos...tro me...ss...a...gg...io > disse, esausto.
< molto bene... consegnalo a Fred... da parte di una sua vecchia conoscenza... > buttai il messaggio accanto a lui. Sapevo che lo avrebbe consegnato... i lican saranno anche dei farabutti ma sono di parola.
Tornai a casa passando dalla porta sul retro... puzzavo di cane! Avevo bisogno di una doccia!
< bentornato > rabbrividii. Mi voltai lentamente... ma per mia grande fortuna non era Jess. Era Max.
< che hai in mente? > chiese… non era arrabbiato… era incuriosito.
< niente... o forse tutto Max... dipende in che modo guardi le cose... mi sto semplicemente vendicando! >
< in che modo? >
< uccidendo Fred >
< e come? Non è mai da solo!> si fermò a pensare < Vuoi usare Jessica vero? > concluse.
 < hai indovinato! >
 < e cosa farai ? >
< nel messaggio che ho mandato a Fred era scritto che se non fosse venuto di persona al nostro appuntamento avrei ucciso Jess >
< saprà di certo che è una trappola...>
 < Lo so... ma verrà lo stesso... la nostra è una faccenda che dura da troppo ormai >
< lo dirai a Jess? >
< certo... però dopo che mi sarò lavato per bene >
< le dirai tutta la verità?> lo guardai torvo.
< sai che non posso >
< prima o poi scoprirà la verità! >
< meglio il poi...> mi lanciò un occhiataccia ma cambiò discorso.
 < a che ora l’appuntamento?>
< a mezzanotte di domani >
< bè qualunque cosa succeda... in bocca al lupo >
< sta tranquillo il lupo morirà ancor prima di andargli in bocca! >
Mi avviai verso il bagno... grosso errore: davanti a me c’era Jessica.
< adesso mi spieghi dove cavolo sei stato e perchè puzzi di lupo! >
< vostro grazia mi concede una doccia?> vedete? Sempre questo stupido sarcasmo nei momenti peggiori!
< sbrigati...> mi disse.
Dopo la doccia entrai nella sua stanza. Stava sul letto e mi aspettava a braccia conserte, nera di rabbia.
< sto aspettando > disse. Sembravamo una coppia di umani dopo che lui aveva fatto tardi dal lavoro!
< ho cercato un lican >
< e a quanto pare lo hai trovato! Che hai in mente Malcolm? >
< la nostra vendetta su Fred > all’improvviso tutta la rabbia sparì.
< davvero? Ma scusa perché nostra?>
< Fred non sta antipatico solo a te sai? >
< E in cosa consisterebbe la vendetta? >
Le spiegai il mio piano: lei che si disperava, io che la gettavo –si fa per dire- in un angolo, io che uccidevo Fred e mentre lui moriva, io la trasformavo.... bruttissimo modo di morire. O almeno, quello era quello che avevo improvvisato! Sapevo che non avrei mai seguito il piano.
< mi piace... semplice, perfido e geniale ma...>
< ma...? >
< ... io direi che alla fine glielo devi dire che ero sempre stata contro di lui! > wow... era una maestra di vendette!
< l’allieva ha superato il maestro! >
 Rimanemmo tutta la notte a progettare... ma alla fine parlammo di cose che per me prima non avevano senso... cose da umani! Però mi piacque passare del tempo in sua compagnia... alla fine si addormentò sul mio petto. Rimasi tutta la notte e parte della mattinata a guardarla dormire. Era davvero incantevole. Si, era davvero bella! Più passavano i mesi più mi affezionavo a lei… provavo qualcosa… ma sapevo che questo qualcosa non era semplice amicizia per quanto speravo fosse così… non avrebbe mai funzionato!
Si svegliò e quasi non le venne un colpo vedendo la mia faccia così, di punto in bianco...
< buongiorno bella addormentata! Fatto buon sonno? Questa è una grande giornata per noi! Anzi forse più per te!>
<già> mi rispose, sorridendo.

Le ore passarono lente per tutto il giorno. Non vedevo l’ora di incontrare il mio caro fratellino... e alla fine il momento tanto atteso venne. Uscimmo da casa a mezzanotte e venticinque. Il parco, dove doveva verificarsi lo scontro, era molto quieto, forse anche troppo. All’improvviso Jess si fermò.
< Malcolm...> mi guardò, si avvicinò e scoppiò a piangere.
< ehi ehi che c’è? Hai paura? > dissi, forse più sconvolto di lei. Mai mi sarei aspettato una reazione simile da parte sua... questo era un problema.
< si > esclamò, stringendosi forte al mio petto gelido. Le alzai il viso e le spostai un ciuffo di cappelli da davanti agli occhi.
< farò in modo che non ti accada mai niente >
< ma non capisci? Non è per me... è per te che ho paura! > a quelle parole rimasi davvero di sasso.
< c... come? >
< ti prego, promettimi che non ti accadrà nulla! SEI TROPPO IMPORTANTE PER ME! > ero impietrito. Non sarebbe dovuto succedere! Non era giusto nei suoi confronti dopo tutto quello che le... NO, NO non dovevo pensarlo! Io ERO un vampiro! Una creatura senza cuore, che uccide indiscriminatamente umani per placare la sua fame! Ero un essere senza sentimenti! Non doveva importarmi niente di quello che provava... ma a quanto pareva non era così... pensieri contrastanti lottavano nella mia mente: distacco... amore... amore... distacco... AMORE! Ma… come potevo permetterle di amarmi quando avevo ucciso la sua famiglia e le avevo nascosto tutto?
Un sonoro ringhio tuonò nell’aria.
< Malcolm... questo da te non me lo sarei mai aspettato! > Jess mi guardò, spaventata. Vidi Fred su un ramo di un albero, pronto a trasformarsi.
< lasciala andare, FRATELLO... e forse ti risparmierò la vita! > urlò.
< ma che grande privilegio! > ma perché in questo genere di situazioni dovevo sempre fare del sarcasmo? Jessica mi guardò incuriosita.
< come fratello? > aia... quella era sicuramente una domanda da fare sottovoce... e invece mio fratello la sentì. Mi guardò un istante, poi con un sorriso ironico Fred aggiunse:
< come? Allora, se non le hai detto che siamo fratelli, non le hai detto neanche il resto vero? > Jess mi guardò di nuovo, sempre più confusa.
< no > sussurrai.
< capisco... bè qualunque cosa tu NON le abbia detto, lasciala andare! Ho fatto un giuramento a sua madre prima che morisse, e cioè che l’avrei tenuta lontana da te... e intendo tener fede al mio giuramento >
< anche io! > dissi, cercando di trattenermi dal saltargli addosso. Mi fissò un istante.
< e sentiamo quale giuramento avresti fatto? >
< che mi avrebbe trasformata! > disse Jessy con un filo di voce.
< ma davvero? E sei stata tu a chiederglielo Jess? > chiese Fred. Sapevo dove voleva arrivare. Ma non lo fermai. Avevo preso la mia decisione.
< si! > esclamò piena di falso orgoglio.
< e sentiamo perché non vuoi diventare una lican? >
< perché tu mi hai rapita con la forza! >
< no, non è vero > non era Fred a parlare. Ero io. L’amavo, l’amavo più di qualsiasi altra cosa al mondo e non potevo mentirle, anche se questo significava perderla per sempre… avrei anche rinunciato alla mia sete di vendetta per lei. Jess si ritrasse dal mio abbraccio.
< che vuoi dire? > sospirai.
< lui stava cercando di sottrarti alla morte. Uccise anche la mia compagna per salvarti... e ci riuscì... persi le tue tracce >
< le mie tracce? Ma che vuol dire? Non capisco! >
< quella notte bramavo sangue... > presi un bel respiro < uccisi tua madre e tuo padre... ma grazie a Fred non uccisi te...>
< tu NON VOLEVI AIUTARMI… volevi portare a termine quello che non ti era riuscito 12 anni fa!> disse singhiozzando .Volevo dirle che non era vero, ma non ci riuscii… rimasi zitto.
Cercai la sua mano, ma invano... era scappata, allontanandosi verso il ponticello situato sopra il piccolo lago artificiale. Cercai di raggiungerla ma Fred che nel frattempo era sceso dall’albero, mi bloccò la strada.
< va a casa Malcolm… lei non è più affar tuo! > per tutta risposta mi avventai contro di lui, che nel frattempo si era già trasformato. Sapevo di non avere speranze finché fosse stato mutato. Estrassi il pugnale d’argento dalla tasca. Non l’avrei ucciso… avrei solo bloccato la trasformazione…, sarebbe bastata qualche cicatrice in volto per attuare la vendetta… soprattutto per come mi sentivo dentro in quell’istante. Riuscii a fargli qualche graffio -anche se lui ne fece di più a me- sufficiente per farlo tornare umano… lo buttai contro un albero. Ansimai. Mi avvicinai a lui; perdevo sangue. Strinsi forte una ferita che mi aveva fatto sul petto. Una volta avvicinato mi resi conto che era svenuto. Gli praticai un taglio sulla guancia sinistra. Il mio simbolo di vendetta compiuta… meglio di niente. Ora rimaneva solo una cosa… JESSICA. La trovai tremante sotto un ciliegio spoglio e rinsecchito. Aveva assistito a tutta la scena, e i suoi occhi erano vuoti.
< Jess, io… >
< cos’è sei venuto ad uccidermi? > disse, continuando a fissare il vuoto. Mi sedetti accanto a lei.
< Jess… io ti giuro… non è mia intenzione ucciderti…> non badò alle mie parole
< dimmi una cosa Malcolm… da quanto tempo sapevi che ero io quella bambina che desideravi tanto? Da subito? >
< no… l’ho capito dopo…>
< e perché quando l’hai saputo non mi hai ucciso? Bastava e avanzava come vendetta… >  disse, riuscendo a trattenere a stento le lacrime.
< era una possibilità… > io e la mia ironia da quattro soldi! Jess mi guardò dispiaciuta. Cercai di rimediare.
< scusa Jessica… non volevo. La verità è che io TENGO MOLTO A TE! E anche quando ho saputo che eri tu quella bambina non mi ha sfiorato neanche per un momento l’idea di farti del male! > quelle parole sembravano averla consolata.
< d… davvero? > sorrisi
< certo! Però…>
< p… però? > le presi il viso e appoggiai le mie labbra sulla sua gola. Poi però mi staccai dal collo e dolcemente le sussurrai all’ orecchio:
< TI AMO… e anche se ti ho promesso che ti avrei trasformata non posso farlo >mi guardò e pochi istanti dopo me la ritrovai tra le braccia. Continuai.
< mio fratello ha promesso a tua madre che ti avrebbe tenuta lontana da me… e se posso fare qualcosa per farle trovare pace dopo quello che le ho fatto è proprio starti lontano… anche se ciò significherebbe perderti per sempre… spero capirai > era nuovamente scoppiata a piangere.
< ti prego… non te ne andare…> mi implorò. Abbozzai un sorriso per cercare di rasserenarla.
< ora tu devi giurare una cosa a me… > dissi… se avessi potuto piangere di sicuro quello era un momento buono per farlo. Mi disse di si.
< ti prego ti scongiuro… rimani con Fred…! >
< te lo giuro > disse. Aveva smesso di piangere, anche se i suoi occhi erano densi di tristezza
< lui ti proteggerà… e anche se verrai trasformata  in un lican sappi che ti amerò sempre e comunque… > e detto questo, la baciai. Fu un bacio lungo e profondo… quando finì la faccia di Jess però era ancora più malinconica.
< ti prego Jessy > dissi < sorridimi… non voglio che il mio ultimo ricordo di te sia scoraggiante! Ci rincontreremo, sta tranquilla… > lei mi fece un sorriso forzato malincuore.
< giuramelo > mi disse
< te lo giuro >

Epilogo

Passarono 3 anni da quando dissi addio a Jessica Nei primi mesi fu difficile stare senza di lei, ma grazie a max tornai alla mia vecchia vita. Il suo ricordo era ancora forte dentro di me e sapevo di amarla ancora come sapevo che non l’avrei mai scordata. Non so se Fred la lasciò umana o se la trasformò… ma una cosa ero certo: lican o umana, in cuor suo Jess fu SEMPRE VAMPIRA.